Verona. Assalto a DI.N.O.

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La tempistica non è quella di cui parla Tosi su L’Arena di oggi (25 giugno 2010). La tempistica, caso mai, è l’uscita di un articolo di questo tipo proprio ora.

Provo ad andare con ordine.

1. Sulla tempistica dell’orso
Ho preso casa all’ex concessionaria di Corso Venezia non in concomitanza con la sentenza di un’altra occupazione (La Chimica). Anche se le motivazioni di quella sentenza mi fanno sorridere e immagino il muso di Tosi e Altamura quando le hanno lette.
La mia tempistica è con la chiusura del Metropolis che è stato la mia tana fino alle denunce-ordinanze-multe che mi hanno costretto nei fatti a chiudere (temporaneamente).
Tu, Tosi mi chiudi uno spazio sociale completamente legale, in affitto. Io, non avendo alternative, prendo casa occupandone un altro.
Tu, Tosi, applicando norme da locale pubblico ad un’associazione, cerchi di liberarti di una realtà che ti dà fastidio. Io, siccome penso che i diritti siano più importanti della “legalità”, mi trovo un’altra casa.
E dato che con la legalità, anche in Consiglio comunale del 24 giugno, tutti voi consiglieri (di destra e di sinistra), assessori e compagnia, vi siete lavati la bocca, proprio voi dovreste ricordare sempre che a capo del vostro Consiglio avete un sindaco condannato per razzismo.
Io ho solo una denuncia che, alla peggio, potrà tradursi, visto i precedenti, o in assoluzione o in una microcondanna con attenuanti tipo l’alto valore sociale che mi ha mosso.
Sempre sul Meropolis non posso non far notare a tutti il comportamento del Sindaco: due pesi, due misure.
Mentre con i bar rumorosi del centro, tipo piazza Erbe, tratti e li lasci aperti, con tanto di suv che parcheggiano ovunque, con il Metropolis, che non è un’attività commerciale e probabilmente non è frequentato dai tuoi amici con suv, non prendi neppure in considerazione la possibilità di discutere prima di inviare denunce-ordinanze-multe. E stai facendo la stessa cosa con altri circoli come il mio. Ripeto: due pesi, due misure. Prendo atto e vado avanti.

2. I cittadini che prendono parola contro l’orso
Questa è bella. Nei palazzoni su Corso Venezia, stradone infernale super trafficato, puzzolente e rumoroso, a leggere L’Arena, ci sarebbe stata una sollevazione contro di me.
Per la musica continua che si sentirebbe tutta la notte e, addirittura, per danneggiamenti che ci sarebbero stati nelle mie vicinanze (motorino, totem dell’agenzia immobiliare bruciato, bottiglie rotte e sedie di plastica distrutte nel vicino parco giochi condominiale).
Sulla musica. C’è stato un solo sabato in cui la musica forse è stata un po’ eccessiva. Ma poi, accortomi del comportamento poco rispettoso, ho subito corretto il tiro. Ho addirittura invitato i vicini da me, per far visitare lo spazio, per coinvolgerli. E qualcuno è pure arrivato, anche con bambino in braccio, per conoscermi e bere una birra assieme.
Sui danneggiamenti. È no, qui proprio non ci sto. Sono un orso, non un coglione. Se qualcosa è stato danneggiato nessuno lo può imputare a me. Ce ne sono di danneggiamenti nelle vostre città, cosa volete dire, che ci sono orsi un po’ ovunque? No, a DI.N.O. quel che è di DI.N.O., sono un orso costruttore e pulitore. Avete sbagliato bersagio! Se danneggiamenti ci sono stati, mi vien da pensare che qualcuno abbia montato una provocazione…
Ancora sui cittadini.
Tu, Tosi, sei pronto ad accogliere ed ascoltare un po’ di cittadini incazzati per dei giovani che fanno attività sociali e culturali. Magari in qualche caso un po’ rumorosi, ma, con un’attitudine positiva. Ragazzi che fanno per la collettività, gratuitamente. Giovani che rappresentano un futuro diverso per questo paese, perché sono impegnati a rendere un po’ meno precaria la loro esistenza (altro che bamboccioni) e perché si muovono per risvegliare culturalmente questa città dal torpore dei reality show.
Ma quando si tratta di accogliere le proteste e le proposte di comitati, questi sì composti da molti cittadini, come quello contro il Traforo, lì c’è subito il tuoi NO. Arrivi persino a negare la possibilità che i cittadini si esprimano su questo con un referendum. Complimenti. Credo che tutti capiscano l’idea di democrazia che tu hai in testa. Aggiungo che, da orso, sono completamente a fianco del Comitato contro il Traforo. Loro si battono per difendere l’ambiente in cui solitamente vivo, mentre tu e la tua cricca, amate riempire gli spazi verdi di cemento e asfalto.

3. L’orso prende parola a fianco dei cittadini
Ai cittadini, che immagino pochi, che si sono effettivamente espressi contro di me, dico alcune cose.
Vi arrabbiate contro di me per un po’ di musica. Quando fino a prima del mio arrivo, sotto le vostre finestre c’erano immondizie, topi, siringhe.
Vi arrabbiate contro di me perché non rispecchio i canoni del giovane veronese, che va allo stadio, al fine settimana si spacca di spritz, e magari ripulisce la città da diversi di vario tipo (immigrati, barboni, ecc.). Ma quando verrò sgomberato qui, sotto le vostre finestre, sotto i vostri balconi cosa nascerà? Forse un Centro commerciale, con il suo carico di aumento di traffico, inquinamento, rumore, intasamento… Ma per voi sarà comunque meglio di me, vero?

Il modo di operare di questa giunta è da regime. Non ci sono dubbi. Tosi agisce manu militari e non c’è nessuno che osi contraddire il Capo.
Succede così che quando sembra che qualcuno, in Consiglio comunale, sia disponibile ad ascoltare (il consigliere Mario Rossi, UdC, e sul silenzio totale della “sinistra” istituzionale è meglio stendere un silenzio pietoso) subito si alzano voci indignate.
Di chi sono queste voci?
La prima, del Comandante delle guardie (vigili), Altamura. Il quale pone il veto alla trattativa con me, perché sarei un violento.
Ad Altamura rispondo così: caro Comandante, io sono un orso, la violenza non so cosa sia. Posso immaginare che per te i miei comportamenti non sembrino gentili, ma io non ho mai fatto cose come quelle che le tue guardie hanno fatto a questo homeless. Questo filmato ha fatto il giro dell’Italia. Questo filmato l’ho fatto io. Capisco bene perché ce l’hai con me.

La seconda, del Presidente del Consiglio Comunale di Verona, Fratta Pasini. Anche lui pone il veto, perché, dice, per trattare con me devo prima uscire dall’illegalità dell’occupazione.
Caro Presidente, voi tutti, politici di ogni colore, parlate, discutete, prendete accordi con persone che non solo sono inquisite, ma anche condannate per illegalità vere, non per aver occupato uno spazio abbandonato e per averlo pulito e reso culturalmente e socialmente produttivo. Ancora, tra voi ci sono inquisiti e condannati. Corruzione, peculato, falsa testimonianza, falso in bilancio, mafia…ah già, razzismo (il tuo Sindaco). Ma voi non discutete con me perché ho occupato illegalmente.
Bella morale la tua, sig. Fratta Pasini.

Per questo ho occupato ancora una volta il Consiglio comunale. E ancora una volta, con le vostre guardie (nere, blu e di altri colori), avete dimostrato incapacità e inettitudine politica.

Ma la vostra, questa sì violenza, non può fermarmi.
Io, DI.N.O., non sono un luogo.